- Fotografia di viaggio, natura, cultura, turismo, sport - Didattica fotografica - Consulenza fotografica tecnica e creativa per professionisti ed amatori
Fabrizio Pavesi, docente di fotografia e fotografo professionista
Fotografia di viaggio, natura, cultura, turismo, sport Didattica fotografica Consulenza fotografica tecnica e creativa   per professionisti ed amatori
AVVENTURA FOTO di Fabrizio Pavesi docente di fotografia e fotografo professionista
3385015584
‘‘Una FOTO, una STORIA’’
Stupore e devozione Rocamadour. Francia.
Fuji X-H1 ob. Fuji 16-55 mm F2.8
Entrando nella chiesa dell’antica meta di pellegrinaggio che è stato nel Medioevo, ed è tutt’oggi, il paese di Rocamadour si percepisce qualcosa di particolare. Sembra quasi di ascoltare le preghiere di tutti i pellegrini che per secoli sono giunti qui. Un’atmosfera mistica che coinvolge anche i non credenti, arrivati a Rocamadour come turisti. Fra i visitatori di quel giorno, un ragazzo, entrato da qualche istante in chiesta, e sistematosi poco distante da me, prese le due bambine, con cui era, in braccio e tutti e tre fissarono un punto ben preciso, sorpresi e quasi intimoriti da ciò che vedevano. Ho scattato rapidamente, colpito dal loro atteggiamento e giratomi immediatamente dopo in direzione dei loro sguardi non ho notato nulla di così particolare da giustificare le loro intense espressioni. Pochi istanti e tutto si era dissolto. Ad oggi non so ancora il perché di una così forte loro partecipazione.
Murales istituzionale Costa basca. Spagna.
Fuji X-H1 ob. Fuji 18-135 mm F3.5-5.6
Effettivamente è vero: i Paesi Baschi sono un’altra Spagna. Posseggono una lingua diversa da quella spagnola, hanno abitudini e costumi differenti da quelle del resto della nazione, e ciò costituisce per gli abitanti di queste parti qualcosa da ben evidenziare. Non perdono occasione, quindi, per sottolineare che c’è distanza fra loro e gli ‘‘altri’, o così sembra di percepire se attraversi la loro terra. E così, anche nei luoghi e negli spazi più normali o anonimi può capitare di imbattersi in qualcosa che richiama o celebra ciò che viene sentita come la Nazione Basca. Seppur piccolo, il territorio assume nelle emozioni della gente un processo di amplificazione, che conduce in molti casi ad una sorta di trasfigurazione del proprio Paese. Un Paese piccolo che vuole offrire al mondo una costante rappresentazione dell’orgoglio basco. Solo la Storia potrà permetterne un giudizio.
Una FOTO, una STORIA
Duna di Pilat Dipartimento della Gironda. Francia.
Fuji X-Pro2 ob. Fuji 18-135 mm F3.5-5.6
E’ più che una sorpresa. Chi l’ha vista ne parla come di una meraviglia, qualcosa del tutto inaspettato. Ed è ciò che è successo anche a me. Avvicinandosi da una delle strade che qui conducono, non appare subito, soprattutto per via della fitta foresta che circonda i lati che non si gettano in mare. Ma poi, fra le fronde degli alberi, si percepisce una presenza, una sorta di parete troppo alta per essere un muro, e dal colore giallo luminescente, se c’è il sole. La Duna di Pilat è qualcosa che ti colpisce. E’ una piacevole anomalia del paesaggio. Si erge su una verdissima distesa di alberi per un’altezza di quasi trecento metri, ed è impressionante nei suoi tre chilometri e mezzo di lunghezza. Ma è solo quando sali sulla cresta che il ‘‘mondo della duna’’ si svela. E gli uomini che ci camminano sopra sembrano solo tante formichine.
Regata velica ‘‘Centomilglia del Garda’’ Lago di Garda. Lombardia.
Fuji X-H1 ob. Fuji 50-140 mm F2.8 con moltoplicatore di focale 2X
E’ considerata la regata più importante in acque chiuse a livello mondiale. E a ragione. La Centomiglia del Garda, competizione ormai storica per il numero delle edizioni che si sono svolte, sa sempre proporsi come un grande appuntamento sportivo, e non solo per gli appassionati della vela. Lo spettacolo offerto al pubblico, anche occasionale, godibile dalle sponde del lago è sempre di alto livello, soprattutto visivo. In particolare quando più di un centinaio di imbarcazioni si affolla attorno alla boa di partenza. Sono barche splendide, ed alcune sono state costruite proprio per questa regata. Imponenti ma leggere nelle linee, navigano a velocità elevate, offrendosi allo sguardo come nobili creature. Ma dopo non molto dalla partenza i distacchi si fanno già importanti, e non è raro avvistare scafi soli correre nell’immenso specchio di luce che è il lago quando il sole lotta con le ombre delle montagne e delle nuvole.
Il pittore Angelo Palazzini Casalpusterlengo. Lombardia.
Fuji X-H1 ob. Fuji 16-55 mm F2.8
Entrare nello studio di un pittore è sempre un’esperienza particolare. L’incontro con Angelo ha avuto una motivazione di lavoro: dovevo ritrarlo per una nascente rivista di cultura dalla qualità alta. Come sempre, mi sono preparato, sia predisponendo ciò che della mia attrezzatura fotografica poteva servirmi che, soprattutto, documentandomi su chi fosse il personaggio. Mi ero, quindi, fatto un’idea di questo pittore da tempo molto conosciuto anche all’estero per le sue opere così ‘‘personali’’, ma entrare nel suo mondo è stata una sorpresa maggiore di ciò che mi aspettavo. Ho incontrato una persona amabile che non rispettava i cliché dell’artista ‘‘impegnato’’ o stralunato, piuttosto un normale individuo che intensamente esprimeva però, a modo suo, una grande passione per la pittura, e lo faceva con potenti espressioni del viso o atteggiamenti del corpo eloquenti. Ed è questo che mi è piaciuto cogliere.
Il tocco di colore Valle Seriana. Lombardia.
Canon EOS 6D ob. Canon 70-200 mm F4 IS
Ogni autunno è irresistibile il richiamo dei suoi colori accesi. Conosco un posto appartato in Valle Seriana che sa offrire scorci di natura allo stesso tempo forti e delicati. Qui ci si sente piacevolmente isolati, ed è più facile l’ispirazione fotografica. Pur essendo in un luogo attraente, non è mai semplice ottenere buone immagini perché spesso la visione è affollata di elementi. Un obiettivo ‘‘lungo’’ può, in alcuni casi, aiutare a leggere una realtà complessa. Il sole iniziava a superare la cresta della montagna, che fino a quel momento lo aveva tenuto nascosto, ed un raggio colpì la chioma di una sola betulla per pochi istanti. A me sembrò un invito irrinunciabile, e rapidamente scattai questa foto, adottando una composizione che potesse valorizzare proprio la presenza di quella betulla, trasformata in ‘‘prima donna’’ da un piccolo raggio di sole.
Una foto semplice semplice Valle Seriana. Lombardia.
Canon EOS 6D ob. Canon 70-200 mm F2.8
Rientrando da un’escursione fotografica dedicata a temi naturalistici, alla fine dell’ultimo tratto della sterrata percorsa in auto fuoristrada mi sono imbattuto in una casa rustica addobbata con centinaia di pannocchie appese sotto il suo porticato. Irresistibile il richiamo a fare qualche scatto. E così, chiedendo il permesso al proprietario dell’abitazione, ho iniziato a fotografare quelle splendide pannocchie così visivamente attraenti. Non ci è voluto molto per lasciarmi affascinare dal loro variegato caldo colore. Ho scelto questa fotografia fra quelle realizzate perché, nella sua semplicità, sembra essere capace di restituire il forte impatto visivo che le tonalità accese degli arancioni delle pannocchie lì appese sapevano esprimere. Un ‘‘incontro’’ inaspettato per una bella esperienza fotografica di fine giornata.
Una situazione surreale Gorino, delta del Po. Veneto.
Fuji X-Pro2 ob. Fuji 18-135 mm F3.5-5.6
Il ramo chiamato ‘‘di Venezia’’del fiume Po, come tutti gli altri rami in quel momento, continuava a crescere di livello per l’ondata di piena autunnale. Ad una velocità inaspettata, l’acqua saliva e sommergeva tutto ciò che stava più sotto. Le persone presenti nel porto del paese lagunare si affrettavano a mettere al riparo ciò che si poteva spostare, loro comprese. Qualche preoccupazione veniva manifestata anche per le imbarcazioni ancorate alle banchine. Mi trovavo in quel momento sull’argine che protegge l’abitato dalla violenza del fiume. Piovigginava, e l’ambiente era avvolto da una luce grigiastra, di sospensione. Anche i rumori arrivavano attutiti. Quasi comparso dal nulla, un anziano signore, in sella alla sua bicicletta e con addosso un’uniforme da parata in perfetto ordine, si dirigeva verso un punto imprecisato del porto, da dove i pochi presenti si stavano rapidamente allontanando. Una scena surreale: l’uomo appariva capace di pedalare sull’acqua!