Raccolta 2
Scorrere verso il basso
per altre storie
Il custode della Storia e della Memoria
Una chiesa, non grande, immersa nella campagna di pianura in compagnia di poche strutture rurali, un tempo cascine.
La si trova sempre chiusa, questa chiesetta. Eppure, dall’esterno appare ben tenuta.
Diverse le volte che mi sono trovato a passare di qui, e mai sono riuscito ad entrare.
Dentro sono custoditi alcuni tesori di cui non si sa poi molto, se non per un importante dipinto, una pala d’altare, realizzato da un altrettanto importante pittore del cinquecento.
Oggi sono di nuovo di fronte a questo discreto edificio, in compagnia di una collega fotografa.
Scesi dall’auto, ci siamo messi a scattare, riprendendo alcuni particolari delle poche case contadine di questa piccola frazione.
Che strano: un furgoncino si avvicina e parcheggia a fianco della facciata della chiesa e, subito dopo, ne esce un signore basso di statura ma dalla corporatura tarchiata. Velocemente, da un porticina secondaria entra nella chiesa e, poco dopo, ne esce dalla porta principale, da lui aperta, ed inizia a caricarsi sulla schiena, uno alla volta, alcuni grossi sacchi per portarli all’interno.
Ho aspettato pochi minuti, utili per capire cosa stesse accadendo, per poi chiedere a quell’uomo se era possibile visitare rapidamente la chiesa. La risposta fu: “certamente”!
Era Hermes, così si è poi presentato, rivelatosi poi una vera, piacevole sorpresa.
Un settantenne pieno di energia, traboccante di passione per la Storia e le tradizioni.
Quel che doveva essere un fugace momento di visita si è trasformato in due ore di racconti incalzanti su quello che era, ed oggi è, la chiesa in cui eravamo entrati, su ciò che custodiva, dei tantissimi aneddoti che hanno avuto come protagonisti prelati e gente comune.
Dei pittori che lì hanno lavorato sapeva tutto, e pure delle loro opere, facendone un’analisi assoluta e comparativa davvero completa.
Ci ha poi invitati ad entrare nella sagrestia, un luogo rivelatosi affascinante al primo colpo d’occhio, continuando con i suoi racconti.
Ad un certo punto, aprendo una cassettiera nascosta da alcune ante del settecentesco mobilio, ha iniziato a presentarci, stendendoli su un antico tavolo, le vesti indossate dal celebrante della messa in occasione dei vari riti.
Ne diceva il nome e ci spiegava quali le funzioni, colpendo in modo particolare la nostra fantasia quando indicava di quanto quelle vesti erano vecchie. Diverse di queste risalivano a qualche secolo fa.
Il racconto particolareggiato e puntuale su ogni cosa è continuato anche quando siamo ritornati nell’unica navata della chiesa.
Piacevolmente travolti da tali entusiasmo e conoscenza, dopo un po’ abbiamo ringraziato e salutato Hermes per la piacevolissima inaspettata occasione, ripromettendoci di mantenere il contatto per replicare più in là questo magico momento.
Una giornata particolare questa, che ha regalato la possibilità di vivere un incontro intenso e potente, come altre volte mi è accaduto, soprattutto in Italia, terra ricchissima di storie e di Arte.
Hermes, un uomo semplice, senza altisonanti titoli di studio o ruoli di spicco in società, che ha voluto donare a me ed alla collega, noi che per lui eravamo degli sconosciuti, un preziosissimo tesoro: quello della Storia e della Memoria.
Gli stendipanni volanti
Camminando per i vicoli del centro storico di Napoli non è difficile imbattersi in scene un po’ particolari.
Eccone una: una serie di stendipanni svolazzanti!
Forse sistemati lungo la via in questo modo dalle massaie per assicurarsi il posto quando hanno i panni da far asciugare? Probabilmente è così ma il colpo d’occhio è assicurato anche dalla singolarità della composizione grafica.
Che simpatica coincidenza!
Alla festa della transumanza di Schilpario, centro montano della provincia di Bergamo, tante erano le persone presenti ad assistere alla sfilata dei malgari con i loro animali. Gente che si dedica all’allevamento di bovini ed ovini e che d’estate porta i propri animali a pascolare stabilmente negli alti alpeggi.
Il ritorno alle stalle di paese, per via del sopraggiungere dell’inverno, per tradizione si trasforma in una festa. Mucche, cavalli, asini e, qualche volta pecore e capre, vengono addobbati con collari, ghirlande e campanacci di valore artistico.
Per tutti, malgari e pubblico, è una giornata particolare, allegra e ricca di colori.
Un anziano signore, ormai con un’età che non permette più di affrontare con vigore il duro lavoro in montagna, se ne stava seduto su una panchina addossata alla facciata di una casa lungo la via a godersi lo spettacolo della sfilata.
Impossibile non accorgersi che il murales alle sue spalle sembrava proprio ritrarlo, non solo nelle sembianze, ma anche nell’atteggiamento.
Una piccola, simpatica coincidenza.
E chissà se il personaggio del murales non fosse davvero lui?!
Quasi un sortilegio
Percorrendo un sentiero montano, mi sono imbattuto in qualcosa che inevitabilmente ha attratto la mia attenzione.
Non c’era vento, e nemmeno una leggera brezza, e davanti a me una foglia dai tipici colori autunnali si presentava sospesa nell’aria. Ferma, immobile.
Come è mai possibile!
La foglia sembrava incollata all’aria, o tenuta in volo stazionario da un’invisibile mano.
Impossibile evitare di cercare la spiegazione ad un così curioso fatto.
Provate ad ingrandire questa foto e scoprirete che un sottilissimo e trasparente filo, lungo alcuni metri, tessuto da un ragno ed agganciato ad un ramo del vicino albero, manteneva sospesa la colorata foglia.
Un piccolo sortilegio della Natura.